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“Lo ha detto apposta per ferirmi.”
Quante volte hai detto “lo conosco, so perché lo fa?”Forse l’hai pensato di un collega, di un’amica, di un partner. Forse l’hai detto ad alta voce, cercando conferma in qualcuno di cui ti fidi. Forse è arrivato in un secondo — prima ancora che finissi di rileggere il messaggio.Una frase. Un tono. Un silenzio nel…
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“Non ho voglia. Non ho tempo. Sono stanca.”
Sono le 23.00 e stai per coricarti e quella vocina arriva puntuale. “Avresti dovuto.” Non è una voce neutra. È un giudice. Quello che la mattina ti aveva convinta — “oggi mi alleno, voglio rientrare in quei pantaloni entro l’estate” — la sera ti presenta il conto. Il tappetino è ancora arrotolato nell’angolo. Tu hai…
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“Sì, ma posso farlo domani.”
Suona il promemoria sul telefono.L’ho posticipato già due volte. Ho programmato il mio allenamento, come tutti i lunedì: 30 minuti di allenamento a corpo libero. Eppure fatico a decidermi. Oggi è stata una giornata intensa: sveglia prima dell’alba, parecchio lavoro che mi ha tenuta sul pc a risolvere problemi lasciandomi stanca e decisamente frustrata. E…
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La storia che mi raccontavo per non scrivere
Anni fa ho aperto un blog. L’ho chiuso poco dopo. Va detto, non per mancanza di idee, quelle c’erano. Non per mancanza di tempo, e nemmeno per mancanza di costanza, anche se a me allora sembrò proprio quello.L’ho chiuso perché ogni volta che mi sedevo a scrivere una voce arrivava puntuale: “Quello che hai da…
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Condizionamento o scelta? La differenza è più sottile di quanto pensi.
Qualche giorno fa ho ascoltato un reel di Paolo Borzacchiello sui rituali all’interno della messa. Alzarsi, sedersi, inginocchiarsi. La ripetizione delle preghiere, le invocazioni, le sequenze sempre uguali. Ho messo in pausa e ho iniziato a riflettere. Non perché l’argomento mi fosse del tutto estraneo — ma perché non mi ero mai soffermata sullo scopo…
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Quello che chiamavo carattere
Per anni, in una relazione che non mi faceva stare bene, ho scelto il silenzio. Non perché non vedessi. Vedevo eccome, e anche lui lo vedeva. Ma ogni volta che sentivo salire qualcosa — una parola, un disagio, una richiesta — mi fermavo. Ingoiavo. Aspettavo che passasse. Lo chiamavo carattere. Lo chiamavo rispetto. A volte…
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