Dove stiamo andando, e perché mi fa piacere che tu ci sia

Sono partita con questo blog con l’idea di condividere pensieri e letture. Di fare chiarezza dentro di me, su chi sono diventata e su cosa so fare davvero. Volevo capire, scrivendo, a che punto fossi. E maturare lungo la strada.

Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito qualcosa. È stata la somma di tanti: ogni articolo, ogni conversazione, ogni volta che mi sono fermata a guardare cosa avevo scritto. E ogni volta che ho confrontato la mia realtà di quattro o cinque anni fa con quella di oggi, mentre scrivevo.

Quella di allora viveva in una realtà che, in fondo, aveva costruito lei. Con le parole imparate nel tempo. Eppure le stava stretta. Sentiva di agire sempre per adempiere ad aspettative che non erano sue. Come se la sua vita fosse un libro scritto da qualcun altro.

Poi, un pianto alla volta, una crisi alla volta, un silenzio attraversato alla volta, ho imparato a scrivere un libro che mi rappresentasse. Non perfetto. Non bello quanto vorrei. Ma ci lavoro ogni giorno, con le parole che scelgo di scrivere. Con quelle che oggi mi servono. Domani forse ne sceglierò altre. Chissà.

E posso dirlo: in questo mese mi sono scoperta più pronta di quanto mi aspettassi. Non solo nel capire. Nell’applicare quello che imparo. Osservo, ascolto e riconosco. E sto, nel disagio, nel silenzio, lontana dal giudizio facile e veloce.

Capirlo da sola, anziché sentirmelo dire dagli amici, è stata una gran piacevole scoperta.

Mi sento orgogliosa di me. E non sento più il bisogno di dimostrare nulla. Solo di condividere i piccoli passi, man mano che la via si svolge davanti a me.

Cosa c’è dentro questi primi dieci articoli

Se li guardo tutti insieme, raccontano una cosa sola, da angolature diverse: come la mente costruisce le narrazioni che diventano la nostra realtà. Non una realtà che ci nasconde quella vera. Una realtà che prende il posto della precedente, a piccoli passi, una parola alla volta.

Le storie che ci raccontiamo sugli altri. Quelle che ci raccontiamo sul futuro, sul presente, su noi stesse. Le parole che usiamo senza averle scelte.

Non sono articoli per imparare le neuroscienze. Sono articoli per vedere meglio. E una volta che vedi una cornice, non puoi più non vederla.

Perché scrivo. E perché scrivo per te

Scrivo per fare ordine. Per unire i puntini, per trovare connessioni nuove. E soprattutto per trovare le domande che prima non sapevo nemmeno di poter fare.

E mentre lo faccio, penso a te.

A te che vuoi vivere più serena la relazione con i tuoi figli, o con tuo marito, o con i colleghi. A te che vuoi scegliere le parole giuste in base a dove vuoi arrivare. A te che vuoi imparare ad ascoltarti, prima ancora che ad ascoltare gli altri.

Non ti offro una teoria. Ti offro uno specchio.

Cosa voglio che questo spazio sia

Ecco perché questo blog non è solo mio. Non voglio che tu mi segua. Voglio che lo costruiamo insieme, un puntino alla volta.

E mentre io scrivo il mio libro, forse ti do strumenti e coraggio per scrivere il tuo.

Siamo in poche, per ora. E va bene così. Preferisco il dialogo con una persona vera al dialogo con un algoritmo. Preferisco il passaparola alla crescita a tutti i costi.

Mi fa piacere che tu ci sia. Davvero.

Una domanda, per chiudere

A questo punto, lascio a te la penna.

C’è una storia che ti racconti su di te, da tanto tempo, che non hai mai pensato di poter mettere in discussione?

Non rispondermi adesso. Tienila lì.

È esattamente da quella domanda che, un mese fa, sono partita io.

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Commenti

2 risposte a “Dove stiamo andando, e perché mi fa piacere che tu ci sia”

  1. Condivido ogni punto ,mi rispecchia ,poi non sò se per l’età ,o la maturità ti insegna a riconoscere le persone vere ,sono pochissime 1/2 ,una sei proprio tu !!!!
    I tuoi consigli sono preziosi ,e apprezzo ,e mi metto in discussione ogni volta .
    Grazie ❤️

    1. Cara Vilma, le tue parole mi scaldano il cuore ❤️

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