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Quello che chiamavo carattere
Per anni, in una relazione che non mi faceva stare bene, ho scelto il silenzio. Non perché non vedessi. Vedevo eccome, e anche lui lo vedeva. Ma ogni volta che sentivo salire qualcosa — una parola, un disagio, una richiesta — mi fermavo. Ingoiavo. Aspettavo che passasse. Lo chiamavo carattere. Lo chiamavo rispetto. A volte…
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Condizionamento o scelta? La differenza è più sottile di quanto pensi.
Qualche giorno fa ho ascoltato un reel di Paolo Borzacchiello sui rituali all’interno della messa. Alzarsi, sedersi, inginocchiarsi. La ripetizione delle preghiere, le invocazioni, le sequenze sempre uguali. Ho messo in pausa e ho iniziato a riflettere. Non perché l’argomento mi fosse del tutto estraneo — ma perché non mi ero mai soffermata sullo scopo…
