Chi sono

Mi chiamo Elena, vivo a Desenzano del Garda, e sono coach.

Non nel senso che è il mio lavoro — anche, ma non solo. Nel senso che è diventato il mio modo di guardare le cose, di fare domande, di stare nelle conversazioni. Non è qualcosa che faccio. È qualcosa che sono.

Ma se mi avessi incontrata dieci anni fa, non avresti immaginato nessuna di queste cose.

Come sono arrivata qui

Per anni ho portato avanti una vita che non avevo scelto. Silenziosa, insicura, convinta che il mio valore dipendesse dall’avere qualcuno accanto. Portavo avanti relazioni che mi definivano, ruoli che mi stavano stretti — senza mai fermarmi a chiedermi se fossero davvero miei.

Nel 2016 un infortunio in palestra ha messo in moto qualcosa. Non perché fosse grave — ma perché nessuno sapeva spiegarmi cosa fosse successo. E io, per la prima volta, ho deciso di voler capire da sola.

A 41 anni, lontana dai libri da una vita, mi sono iscritta a una scuola per diventare personal trainer. Non sapevo ancora che stavo cercando qualcosa di molto più grande di un diploma.

Da lì è iniziato un percorso che non si è più fermato. Ho lavorato in una palestra sentendomi spesso inadeguata davanti a persone che si aspettavano qualcosa che non avevo idea di come dare. Ho chiuso una relazione durata tredici anni. Ho attraversato la pandemia da sola. Mi sono trasferita a Bologna, ho cambiato lavoro, sono tornata a Desenzano.

Tante piccole scelte che anni prima avrei avuto il terrore di fare. E che, facendole, mi hanno mostrato una cosa: molto di quello che credevo di me stessa era più piccolo di me.

Non sono diventata un’altra persona. Quello che sono oggi era già lì — soffocato da una vita portata avanti per paura. Ho solo imparato a guardarlo.

Cosa faccio

Sono coach. Non psicologa, non terapeuta — coach. Non lavoro sul passato e non faccio diagnosi. Lavoro su come vedi le cose adesso, e su cosa puoi fare da qui in avanti con quello che hai.

Nel 2016 mi sono formata come Personal Fitness Trainer presso la scuola ISSA — è stato il primo passo di un percorso che mi ha mostrato quanto corpo e mente siano inseparabili.

Nel 2021 mi sono formata come coach presso la YWC Academy, una delle scuole di coaching più riconosciute in Italia, e nel 2024 ho approfondito il Parent Coaching con Veronica Remordina. Ma sentivo che mancava ancora qualcosa. Le neuroscienze sono state la risposta a quell’inquietudine — il tassello che cercavo.

Oggi continuo la mia formazione in ambito scientifico, e ho costruito il mio approccio: basato su neuroscienze, su come funziona davvero il cervello quando interagisce, decide, si racconta storie. Studio questi meccanismi e li uso per fare una cosa semplice: aiutarti a vedere opzioni che non sapevi di avere.

Non do risposte. Faccio domande — a volte scomode, quasi sempre spiazzanti. Quelle che aprono una crepa nella storia che ti stai raccontando, e ti lasciano guardare dentro.

Come mi descrivono

Chi mi frequenta — o ha lavorato con me — dice cose che si ripetono: che si sente ascoltato, accolto, al sicuro. Che le domande che faccio cambiano la prospettiva. Che dopo una conversazione qualcosa si muove — non perché io abbia dato una soluzione, ma perché è diventato visibile qualcosa che prima non lo era.

Una persona con cui ho lavorato ha scritto: “Mi hai affiancata tenendomi la mano — una mano ferma, professionale e competente. Hai sempre messo il focus sugli aspetti fondamentali, grazie alla tua capacità di ascoltare attivamente, cogliendo ogni spunto che involontariamente offrivo.”

Perché questo blog

Questo blog è il posto dove i pensieri che mi accompagnano ogni giorno trovano una forma. Se vuoi sapere di più su cosa ci trovi e perché, c’è una pagina dedicata: Il progetto. Se invece vuoi lavorare con me, parliamone.